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Fere contro il Potenza di patron Caiata: i locali a Siena, il Parlamento e la squalifica

Lo chiamavano ‘il padrone di Piazza del campo’, ma è salito alle cronache per l’espulsione dal M5S durante la campagna elettorale. E come presidente, sta scontando tre mesi di inibizione. La sua storia

Vulcanico, controverso, sicuramente a suo modo un personaggio. Salvatore Caiata, 49 anni, impreditore, è il presidente del Potenza. Ma quelli di voi che seguono con attenzione le vicende extrasportive sicuramente riconosceranno il nome. Caiata è infatti un deputato della Repubblica, candidato nelle liste del Movimento 5 Stelle e oggi parte di Fratelli d’Italia, dopo essere transitato nel misto, componente Maie (Movimento Associativo Italiani all’Estero).

L’INDAGINE Il suo nome venne alla luce durante la campagna elettorale delle politiche 2018, dove Caiata correva per il seggio uninominale in quota pentastellata: emerse una indagine per riciclaggio a carico dell’imprenditore aperta dalla procura di Siena, dove Caiata è stato a lungo proprietario di gran parte dei locali attorno alla celebre piazza dove si svolge il Palio (lo chiamavano il padrone di Piazza del Campo), riguardante  affari legati al passaggio di proprietà di bar e ristoranti e il reimpiego di fondi  attraverso alcune aziende e conti correnti anche esteri. Una indagine – poi archiviata ad agosto 2018-  che costò  l’espulsione di Caiata dal Movimento a campagna elettorale in corso.

Caiata – che non si ritirò e che da regolamento restò indicato come esponente del M5S, visto che la macchina elettorale era ormai in corso – vinse comunque il seggio e si accomodò subito al Misto. Da dove poi ha concluso il giro tornando in quel centro destra dove nel 2009 da dirigente del PDL di Siena, aveva cominciato la carriera politica.

LA SQUALIFICA. A livello calcistico i suoi sfoghi nel dopogara, dal 2017 anno in cui è diventato proprietario della squadra della sua città, sono all’ordine del giorno. L’ultimo gli è costato una lunga squalifica che si concluderà alla 12. giornata, dopo tre mesi. Succede tutto dopo Trapani-Potenza del marzo scorso, quando denunciò una serie di presunti torti arbitrali frutto di un complotto contro il Potenza, con tanto di ‘prove’, registrazioni vocali nelle quali un arbitro a suo dire avrebbe asserito di ‘volerla far pagare al Potenza’.

Caiata denunciò perfino il presidente di Lega Ghirelli, il quale a sua volta controdenunciò Caiata, che di fronte alla procura affermò di “non avere mai avuto una registrazione di tale tenore”.  Quella stessa Procura alla quale Ghirelli aveva consigliato di rivolgersi per denunciare il fatto. Alla fine, per il patron potentino, 3 mesi di squalifica. Tutto sommato, è andata bene, visto che la Procura ne aveva chiesti 35.

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