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Gubbio-Ternana, Gallo e quel consiglio ‘da amico’ su Rivas

L’honduregno potrebbe essere l’uomo in più della formazione rossoverde in questo finale. Al tecnico sono arrivate alcune ‘dritte’ speciali

Esterno, ma all’occorrenza anche trequartista. Rigoberto Rivas avrebbe dovuto essere l’uomo in più della Ternana, ma in questa stagione tormentata, lui ha vissuto un calvario personale, districandosi fra i tanti infortuni:

Si fece male dopo l’amichevole con la Pro Vercelli, poi è rientrato nella gara di Trieste: il tempo di giocare 15′ e farsi male all’altra gamba. Lunga assenza e rientro in gruppo a pieno titolo soltanto a fine gennaio.  Gallo conta di sfruttarlo al meglio in questo finale di stagione, visto che per adesso ha giocato solo 7 partite. E il caso ha voluto che in questi giorni, il tecnico rossoverde abbia ricevuto una chiamata proprio da chi Rivas lo ha allenato.

LA TELEFONATAIn settimana mi ha chiamato Stefano Vecchi – ha spiegato il tecnico in conferenza stampa-  e io gli ho fatto un po’ di domande su dove lo facesse giocare: lui organicamente può fare quello che vuole, ma è chiaro che più gioca e più prende fiducia e più può fare quello che sa fare”

Stefano Vecchi, che quest’anno aveva cominciato la stagione a Venezia prima di venire esonerato e rimpiazzato da Zenga, in questi giorni anche lui esonerato, ha allenato Rivas nelle tre stagioni in cui l’honduregno ha militato nella Primavera dell’Inter, chiamandolo anche in Prima squadra in una occasione, nel periodo in cui ad interim guidò i nerazzurri, senza però mandarlo in campo:

CONTINUITA’ CERCASI. “Siamo amici da sempre con Vecchi e ne ho approfittato  – spiega – Mi ha detto che a volte gli faceva fare l’esterno nei cinque, ma mi dice che non ha molta fase difensiva, ma è chiaro che non sia allenato in quella fase, all’Inter non ne avevano molto bisogno. A me non è dispiaciuto in queste due partite, quindi penso che lo farò giocare ancora. Arriva da un lungo infortunio e ha avuto poca continuità, ha 20 anni e bisogna essere sempre pronti. La continuità potrebbe aiutare lui e noi”.

 

 

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