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Il dicembre nero rompe il giocattolo-Ternana

Il periodo peggiore, per le Fere, in questo campionato. Il momento delicato ha visto anche affiorare nervosismi e malcontenti.

Alzi la mano, chi a settembre avrebbe immaginato un Natale così. Stagione partita con le migliori ambizioni, per la Ternana. Dopo il mancato ripescaggio, l’obiettivo era vincere il campionato. Invece, a 90 soli minuti dal giro di boa, la squadra rossoverde ha perso contatto con la vetta della classifica. E a incidere negativamente su questo momento, è stato sicuramnte il mese di dicembre. Un vero e proprio dicembre nero.

DUE GARE D’ILLUSIONE, PRIMA DEL BLACK OUT. Un mese cominciato, a dire la verità, secondo i migliori auspici. Dopo la sconfitta interna con il Vicenza, che arrivava subito dopo quella di Pordenone, la squadra aveva risposto alla grande, con le due vittorie belle e  convincenti contro Rimini  e Fermana. Da lì, però, è cominciata una parabola discendente. Con una serie di situazioni, sia interne che esterne, che hanno in poche settimane rotto un giocattolo. Il nuovo segnale di scricchiolìo, a Bolzano contro il Sudtirol. Una partita persa per colpa di un tempo regalato agli avversari e dell’incapacità di riprendere in mano il risultato nella ripresa, nonsotante le occasioni avute.

NERVOSISMO. Segnali di un nervosismo da parte di una squadra scossa da qualche certezza venuta meno. Ma anche da parte dell’allenatore, un Luigi De Canio che si è messo pure a battibeccare con un paio di tifosi mentre contestavano in allenamento. Un feeling finito (ma forse, con gran parte della piazza, mai cominciato), al quale la gara interna con la Giana Erminio non ha posto rimedio. Anzi, il 3-3 contro la squadra lombarda ha accresciuto sia il malcontento della piazza che la delicatezza del momento della squadra. Il presidente Stefano Ranucci ha mandato tutti in ritiro subito dopo quella partita.

E proprio nel primo giorno di ritiro, è venuto fuori il caso Diakité, con il difensore che si è allenato a parte per due giorni lontano dal gruppo. Poi reintegrato, ma pur sempre con programmi di lavoro dofferenziati rispetto a tutti gli altri. De Canio ha chiarito la situazione, parlando di frattura a suo modo di dire insanabile con il calciatore. Poi la trasferta di Ravenna, finita come è finita.

IL PIATTO PIANGE. Alla fine della fiera, il bottino magro di questo mese di dicembre è di appena 7 punti in 6 partite giocate. Solo nelle ultime tre gare, un solo punto. Decisamente, troppo poco per una squadra costruita con sacrifici ed investimenti per vincere un campionato. Il Natale peggiore che i tifosi potessero aspettarsi. E il mese, non è ancora finito. Mancano due partite: quella in casa con il Teramo il 27 e quella di Rimini del 30. Si salverà, almeno la faccia?

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BANDECCHI NON SARAI MAI IL MIO PRESIDENTE.

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Per vincere o tentare di vincere il campionato devi fare e spendere altro. Questi nonostante la piazza contesta fanno orecchie da mercante e non cacciano DeCanio. Segno evidente che il famoso PROGETTO è ben altro.

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Questo obiettivo di vincere il campionato era solo da parte dei tifosi. A quello che si vede è così dato che la SOCIETÀ continua a non fare la società.

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