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Tommaso Pobega, il soldatino della Ternana

Operato alla mano fratturata, già si è voluto rimettere a disposizione. E a Ravenna, c’è. De Canio: “Grande dimostrazione di attaccamento”.

Una mano fratturata, un’operazione chirurgica in anestesia generale a Roma, il giorno dopo di nuovo a Terni perché voleva allenarsi. Solo perché si è sentito poco bene, non è riuscito ad allenarsi come avrebbe voluto, insime agli altri. Settimana da piccolo eroe rossoverde, per Tommaso Pobega. Il centrocampista, contro la Giana Erminio, non c’era. Lunedì è stato operato a Roma, ma martedì mattina avrebbe già voluto allenarsi insieme agli altri.

UN ESEMPIO DI ABNEGAZIONE E APPARTENENZA. Un particolare, questo, rivelato in conferenza stampa dal tecnico della Ternana, Luigi De Canio. Volendo sottolineare la serietà e l’attaccamento alla maglia di questo giovane calciatore, il mister ha spiegato la situazione legata a Pobega. “Se qualcuno di voi è venuto a vedere gli allenamenti – ha detto – avrà notato che era già venuto ad allenarsi dopo l’operazione. Solo che, poi, il primo giorno, si è sentito male. Ecco, secondo voi, questa che cosa è? Non è senso di appartenza, di abnegazione e di volontà di stare vicino ai compagni continuando a voler lottare con loro per gli stessi obiettivi? Pensate, lui il giorno prima, si è operato in anestesia generale, il giorno dopo già era di nuovo con noi. Questo fa capire il senso di appartenenza di un ragazzo di 19 anni. La stessa cosa, l’ha fatta Furlan. Anche lui è alle prese con una fratura a una mano, eppure stringe i denti. Poi, alla fine, sono io a dover capire se poterli utilizzare, oppure se è meglio risparmiare loro eventuali nuovi e più seri infortuni“.

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