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Ternana, De Canio e lo sfogo sulle mancate plusvalenze passate

Parlando del lavoro di costruzione della rosa, il tecnico si lascia scappare una piccola polemica con la passata gestione societaria

Un De Canio insolitamente ‘al pepe’ quello che stamattina si è presentato ai cronisti nella conferenza stampa seguita all’allenamento di rifinitura pre-Albinoleffe. Si è parlato anche delle strategie future, soprattutto in relazione all’ennesimo campionato partito con la squadra rifatta da zero e il tecnico della Ternana non esita a togliersi qualche ‘sassolino’

ARRIVI E PARTENZEVoglio dire onestamente una cosa – spiega il tecnico – Terni avete avuto grandi giocatori come Ceravolo, Falletti, andati via a parametro zero. La vecchia socità è stata scorretta nei confronti della città e c’è ancora chi ne parla bene. Dare via giocatori di quel livello senza ricavarne una plusvalenza per la società è fare un torto alla città ed ai tifosi.  Invece le persone che ora lavorano seriamente per il bene della squadra vengono trattate male, siete un po’ masochisti da questo punto di vista. Questa società sta varando un progetto a lungo termine, è  per questo che sono arrivato a Marzo: con l’obiettivo di costruire qualcosa di importante. Per questo ho accettato di venire e metterci la faccia nonostante una retrocessione già scritta nella quale io non c’entravo in fondo niente”.

PROGETTI.Quello che sto facendo è cercare di costruire una base di 16-17 giocatori con i quali lavorare anche l’anno prossimo, con me o senza di me. Certamente anche io ho commesso qualche errore, magari a pensare che tutti avessero il mio stesso pensiero, ma le cose io le faccio in funzione di un presente ma soprattutto di un futuro”, dice il tecnico che poi precisa: “Dicono che sono venuto per fare il tecnico-manager ma non è vero: io mi occupo solo della parte tecnica metto solo a disposizione la mia professionalità nella scelta di un giocatore, poi però non sono io a condurre le trattative che le fa la società o il direttore sportivo”.

GIOVANILI CHIAVE. E precisa ancora: “Il settore giovanile per esempio è molto importante per la crescita di una società in prospettiva futura. In società c’è come responsabile una persona di cui mi fido perchè fa calcio da una vita (Dino Pagliari ndr) e le sue idee collimano con le mie”

 

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