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“Le regole sono quelle, si devono rispettare e non si possono cambiare”

Stefano Bandecchi

Patron Bandecchi parla a radio Cusano Campus e si attende giustizia dal Coni. “Abbiamo sbagliato e siamo retrocessi, ma se altri non si sono iscritti, il ripescaggio spetta a noi. Don Chisciotte? una canzone che ascolto quando vado a correre”.

Giustizia e rispetto di regole che devono essere valide dall’inizio fino alla fine. Stefano Bandecchi, patron della Ternana, torna a parlare a Radio Cusano Campus e spiega pure la scelta di far diffondere dagli altoparlanti dello stadio Liberati il bano di Francesco Guccini “Don Chisciotte” proprio perché gli ricorda la battaglia per il ripescaggio davanti al Collegio di garanzia al Coni portata avanti “per i ternani“.

LE REGOLE SI RISPETTANO E NON SI CAMBIANO. Le regole ci sono e non possono essere cambiate da un momento all’altro. “Regole – ricorda Bandecchi scritte già nel 2016“. E così, alla luce della mancata iscrizione di società per fallimento, o perché arrivate tardi con la documentazione, la società rossoverde ambiva a tornare in B. Ma “qualcuno ha chiesto ai giudici se poteva essere ripescato in quanto gli illeciti li aveva commessi prima“. Per dare un’idea di ciò che vuole intedere e sulle regole da rispettare, il patron fa un esempio: “Come la vedreste, una bella messa celebrata da un prete in bemuda?“.

GLI ERRORI DEL PASSATO E UN “CASINO” NECESSARIO. Un ripescaggio che la Ternana merita, al netto della retrocessione sul campo della passata stagione e degli errori commessi. Stefano Bandecchi torna ad ammetterli e a riconoscerli, chiedendo di nuovo scusa alla tifoseria ternana per quanto avvenuto e tornando a rilanciare la sua intezione di riportare in alto le Fere. Ma accanto a questo, “se ci sono società fallite e non iscritte, a noi spetta il ripescaggio“. Sui ricorsi presentati in estate dice: “Abbiamo fatto un po’ di casino, ma se fossimo rimasti in silenzio la cosa sarebbe restata nell’ombra“. Sottolineando la battaglia legale portata avanti con il presidente Stefano Ranucci e gli avvocati e dicendo: “Se ci sarà giustizia, noi faremo la serie B“. Un Bandecchi fiducioso nei confronti della squadra, anche nel caso in cui non dovesser esserci il ripescaggio e si dovesse giocare in serie C (“mi fido di mister Luigi De Canio e del suo operato“).

“VI SPIEGO PERCHE’ GUCCINI”. “Don Chisciotte? Una bellissima canzone che io ascolto tutte le mattine mentre vado a correre“. Così Bandecchi spiega la scelta di far diffondere per tre giorni il brano di Francesco Guccini dagli altoparlanti dello stadio Libero Liberati. Una canzone che, come spiega, gli ricorda proprio la battaglia combattuta in questo periodo dalla società perché siano ripristinate giustizia e legalità. Insomma, Don Chisciotte e Sancho Panza come lui e il presidente Ranucci: “Due disperati che affrontano il grande potere. Uno un po’ più concreto, l’altro un po’ meno“.

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