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Già pronta una ‘coda’ alla sentenza del Coni

L’Avellino aspetta il pronunciamento del Tar del Lazio il 13 settembre: chiede la riammissione in B facendo leva sulla mancata estromissione di Lecce e Palermo

Il pericolo più concreto è quello di ulteriori code alla sentenza del 7 settembre. E c’è già una possibilità che questo avvenga: a crearla è l’Avellino, estromesso dal collegio di garanzia del Coni dalla serie B 2018-2019 e atteso il prossimo 13 settembre dalla sentenza del Tar del Lazio cui la società di Taccone ha chiesto la riammissione. Venerdì, infatti, l’ex ministro Frattini – oggi presidente del Collegio di Garanzia del Coni – si pronuncerà sui ricorsi presentati dai club estromessi dalla serie cadetta e su quelli proposti da Figc, Lega B e Lega Pro. Il ricorso dell’Avellino si basa sul fatto che il Collegio del Coni sta consentendo ad altri club (tra cui Lecce e Palermo, che hanno ottenuto la licenza nazionale producendo fidejussioni rilasciate dalla Finworld) di sanare le proprie inadempienze amministrative senza essere estromessi. Secondo quanto sostiene l’Avellino, alla verifica decisiva della Covisoc dello scorso 12 luglio, anche siciliani e salentini, oltre agli stessi irpini, non erano nelle condizioni di essere iscritti al campionato cadetto o, al limite, erano tutte da iscrivere regolarmente. Naturalmente il vecchio Avellino targato Taccone intanto ha però perduto tutto il parco giocatori, svincolato d’ufficio. Ecco perché un eventuale pronunciamento a favore degli irpini potrebbe fare ottenere ai campani l’ammissione in sovrannumero alla Lega Pro.  Il tutto mentre è già nata una società nuova di zecca nel capoluogo campano, già affiliata alla Figc, pronta a ripartire dalla Serie D e inserita nel girone G, quello sardo-laziale.

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