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Ripescaggi, l’avvocato Di Cintio: “Per la B a 19 non basta unanimità dei club”

L'avvocato Cesare Di Cintio
L'avvocato Cesare Di Cintio, esperto in diritto sportivo

L’esperto di diritto sportivo torna a bacchettare Balata e Fabbricini: “La singola Lega non ha alcun potere decisionale per la modifica dei campionati”

Torna a a parlare l’avvocato Cesare Di Cintio, esperto in diritto sportivo ed in consulenze legali e sportive per atleti, professionisti, società, procuratori e federazioni. Già alcune settimane fa si era scagliato contro il Commissario Figc Fabbricini e contro Balata per la decisione di comporre una serie B a 19 squadre.  Ora torna ad esprimersi sulla vicenda, sempre su facebook.

Il 24 agosto l’assemblea di Lega B– dice  Di Cintio – ha deliberato per la terza volta la volontà delle 19 squadre di giocare un torneo con tre club in meno. Un lettore poco attento potrebbe pensare: “Giusto così, sono tutti sulla stessa linea, c’è l’unanimità. Le cose, invece, sono ben diverse. Ed, infatti, se vogliamo parlare di numeri allora perché non tenere in considerazione anche la volontà unanime dei 168 club di D e dei 59 di Serie C? In questo caso la partita finirebbe 227 a 19. Ed allora quale unanimità ha valore? Quella della Serie B che vale il 5% del sistema oppure quella di Lega Nazionale Dilettanti/Serie D (34%) e Serie C (17%) unitamente a AIC – Associazione Italiana Calciatori (20%) che rappresentano tutte insieme il 71% del calcio? Bisogna ricordare che la struttura dei campionati in Europa è “aperta”, cioè basata su promozioni e retrocessioni, a differenza dei tornei americani che sono definiti “chiusi” in quanto le Leghe possono gestire direttamente l’ammissione ad un determinato campionato. Un caso Chievo, che parte dalla terza categoria per arrivare in Serie A, nel mondo americano ad esempio non sarebbe possibile. Nel sistema Europeo, quindi, l’integrazione tra leghe è fondamentale proprio perché dall’accordo tra le medesime vengono stabiliti i passaggi di categoria.

Quale è dunque la risposta alle domande che ci siamo posti? La soluzione al quesito si trova come sempre nelle norme democratiche dello Statuto FIGC Federazione Italiana Giuoco Calcio, la “Costituzione” del calcio: l’art. 27 comma 3 lett. d) stabilisce, infatti, che per la “modifica dell’ordinamento dei campionati” è necessaria la maggioranza dei 3/4 del Consiglio Federale ove, appunto, siedono i rappresentanti delle varie leghe oltre che di arbitri, atleti e tecnici. Questo a conferma che il calcio italiano si basa su un sistema “aperto” ove la singola lega non ha alcun potere decisionale autonomo sulla ammissione alla stessa di un club piuttosto che di un altro. Quindi quanto vale l’unanimità della assemblea della Lega di Serie B? La risposta è semplice: il 5%.”

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