Ternana, in serie C spirano venti di sciopero

L’Aic non accetta la regola della lista limitata a 22 professionisti nelle rose. Anche Biondini, su TuttoC, ribadisce il rischio di stop.

Il campionato di serie C riprende il 27 settembre, ma potrebbe anche non riprendere in quella data. Non si esclude, ad oggi, uno slittamento di quella prima giornata per effetto di uno sciopero. La possibilità c’è, visto che l’agitazione, da parte dell’Assocaizione italiana calciatori, è già indetta. La pietra dello scandalo, neanche a dirlo, sono le liste bloccate a 22 calciatori pofessionisti imposte dalla Lega Pro, con una regola contestata e molto anche dalla Ternana.

NON SI PUO’ IMPORRE. A ribadire la contrarietà a questa rrgola, è Davide Biondini, attualmente collaboratore dell’Aic. In un’intervista rilasciata al sito TuttoC, torna a ripetere che l’associazione non accetta di buon grado la decisione della Lega Pro e che è ancora pronta a fare del tutto per contrastarla. Con ogni mezzo, compreso lo sciopero. “Andando avanti così – dichiara – ci sarà un danno che non potremo accettare in silenzio. Lo stato di agitazione è stato proclamato. Speriamo di non dover arrivare allo sciopero. Ma per non scioperare, dovrà cambiare qualcosa. Poco ma sicuro“. Sulle nuove disposizioni, evidenzia nello specifico l’imposizione. “Se una squadra vuole tesserare 22 giocatori perché le statistiche dicono che in media si utilizzano 22 calciatori a stagione, lo faccia. Ma non vedo perché la si debba obbligare. Non si capisce perché rendere obbligatoria la cosa per tutti, dal momento che diverse società investirebbero volentieri su un numero maggiore di tesserati. La realtà è che così si riduce il gap tra le prime e le ultime. Ma con un livellamento verso il basso: la paura è che venga fuori una Lega Pro di qualità inferiore rispetto al recente passato“. Riguardo al minutaggio dei giovani, spiega: “Quello, non è un problema perché lascia alle società la scelta di utilizzare o meno questa soluzione. Ma se lo si mette insieme a una lista bloccata, allora cambia gli equilibri di un’intera categoria. La Lega Pro dovrebbe formare giovani per le categorie superiori, non catapultare ragazzi per qualche anno tra i professionisti per poi spedirli nel dimenticatoio“.

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