Finanziamenti illeciti alle Fere (e non solo): indagati Scaramuzzino e Di Paolo

La procura di Roma ha eseguito nella mattina del 3 dicembre 52 perquisizioni nei confronti di altrettanti indagati fra cui Scaramuzzino e Di Paolo Presto l'indagine arriverà anche a via della Bardesca

La procura di Roma ha eseguito nella mattina del 3 dicembre 52 perquisizioni nei confronti di altrettanti indagati, tra persone fisiche e giuridiche, nell’ambito di un’inchiesta su presunti finanziamenti illeciti destinati a società calcistiche di Serie C. Sotto la lente degli inquirenti finiscono Ternana, Ancona e Triestina, con un giro di affari che coinvolge Banca Progetto per circa 16 milioni di euro. L’indagine è condotta dai magistrati Mario Dovinola e Vincenzo Palumbo, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini. Ne riferisce in una nota l’Agi.

Il nodo dei finanziamenti a Ternana e Ancona

Tra gli indagati Antonio Scaramuzzino, imprenditore che controllava la società Crick Crock nel periodo in cui lui era anche direttore generale della Ternana e questa società questa finanziava con migliaia di euro la Ternana calcio. Gli investigatori hanno ricostruito un flusso di denaro che passa anche attraverso la società Sirius, anch’essa riconducibile a Scaramuzzino, che il 27 settembre 2023 emise una fattura da 25mila euro nei confronti del club umbro con causale “attività di consulenza per ricerca sponsor”.

L’imprenditore risulta vicino ad Alessandro Di Paolo, figura già nota alle cronache per aver sostenuto l’Ancona Calcio tramite la Romana Film. Ma anche per essere stato visto più volte al Liberati, proprio insieme a Scaramuzzino, i cui rapporti con Di Paolo sono documentati e oggetto di approfondimenti da parte della procura capitolina, che sta verificando la natura e la regolarità di questi flussi finanziari.

I collegamenti con Ostia e la famiglia Di Paolo

La passione calcistica della famiglia Di Paolo ha radici profonde. Roberto Di Paolo, padre di Alessandro, aveva in passato finanziato l’Ostiamare, oggi di proprietà dell’allenatore del Genoa Daniele De Rossi. Anche sul litorale romano compare un finanziamento della Crick Crock di Scaramuzzino, elemento che ha attirato l’attenzione degli inquirenti alla ricerca di possibili schemi ricorrenti. Gli investigatori stanno valutando se esistano collegamenti tra le diverse operazioni finanziarie che hanno interessato club di differenti città.

La Ternana, Banca Progetto e Banca Ifis

Il capitolo più consistente dell’indagine riguarda la Triestina calcio. L’ex presidente Simone Giacomini – altro nome spuntato ai tempi della cessione al gruppo Guida prima che l’imprenditore campano prendesse in mano la società – risulta in relazioni d’affari con Piergiorgio Crosti e lo stesso Antonio Scaramuzzino, entrambi consulenti delle aziende riconducibili ad Alessandro Di Paolo. All’inizio del 2023, dopo il disimpegno di Giacomini che aveva affidato le quote a un fondo di investimento statunitense, Di Paolo e i suoi collaboratori avrebbero rilevato parte della società friulana.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, i finanziamenti utilizzati per sostenere la Triestina sarebbero stati ottenuti attraverso società di comodo nella disponibilità di Crosti, Scaramuzzino e Di Paolo. Le risorse provenienti da Banca Progetto,  la banca d’investimento che fa capo ad Oaktree, il fondo d’investimento americano proprietario fra le altre cose dell’Inter.per un totale di circa 16 milioni di euro, sarebbero state “richieste per finalità mai realizzate”, configurando potenzialmente una truffa ai danni dell’istituto di credito.

La Ternana, avrebbe 4.640.872 euro di debito con Banca Progetto e un altro di circa mezzo milione di euro con Banca Ifis, altra realtà impegnato nel credito alle imprese, particolarmente attenta al crediti deteriorati.

Presto prequisizioni in sede

Secondo quanto emerge l”inchiesta ora proseguirà con le perquisizioni nella sede delle società coinvolte, quindi Ancora, Triestina, Ternana e Ostia Mare.L’ipotesi di reato per cui si procede è quella di indebita percezione di erogazioni pubbliche. Nel frattempo il futuro della Ternana è sempre più appeso al sottilissimo filo della nuova due diligence commissionata dalla famiglia Rizzo proprio a seguito di questa inchiesta.

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