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L’Avellino si prepara per le Fere con la “Iuta a Montevergine” (senza Capuano)

Tra Fede, scaramanzia e devozione, la formazione irpina non rinuncia al rito propiziatorio. Mancava il tecnico, colpito da un lieve malore

Una tradizione che da tempo l’Avellino porta avanti in questo periodo dell’anno, cioè prima dei momenti decisivi della stagione, è stata rispettata, pur con tutte le norme di sicurezza anche in vista del match contro la Ternana che inaugurerà i playoff.

La squadra, accompagnata anche dal sindaco della città Gianluca Festa ha fatto visita al santuario di Montevergine, nella frazione di Mercogliano, per chiedere la benedizione dell’abate e la protezione della Madonna di Montevergine, nota nella religiosità popolare campana come Mamma Schiavona. “La iuta a Montevergine“, come ha ribadito il sindaco di Mercogliano Vittorio D’Alessio, è un rito fortunato al quale i Lupi non vogliono mai rinunciare.

Tradizione, fede, scaramanzia: per l’US Avellino la visita a Montevergine è tutto questo e molto di più. È il legame con l’Irpinia, con la sua gente e con il suo territorio. Un legame che i lupi porteranno in campo mercoledì a Terni. Con una consapevolezza: onorare la maglia e tutto ciò che rappresenta”, dice la società

Non c’era, con la squadra – che al completo ha assistito alla Messa – il tecnico Eziolino Capuano. L’allenatore salernitano era stato ricoverato sabato pomeriggio presso l’ospedale di Melfi per uno sbalzo di pressione ed una aritmia cardiache causate dallo stress. Il tecnico è già stato dimesso e senza alcun dubbio prenderà parte alla trasferta di mercoledì 1 luglio al Liberati.

Foto Us Avellino

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