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Caos serie B, l’Aic: “Se non si torna a 22 squadre, sciopero nei Cadetti ed in C”

Calcagno e Tommasi

Umberto Calcagno, vicepresidente dell’Assocalciatori, parla a Tuttoc.it: “Ad inizio settimana proclameremo lo stato di agitazione, i giocatori sono con noi: minate le norme fondanti del sistema per fare un favore a qualcuno. Subito un nuovo presidente federale poi la riforma”

Il caos del calcio italiano va avanti. L’Assocalciatori è pronta a proclamare lo sciopero sia in serie B che in serie C e sta raccogliendo le adesioni. Ne parla a Tuttoc.it, il vicepresidente dell’Aic, l’avvocato ed ex calciatore Umberto Calcagno:

La nostra idea è quella dello sciopero – dice – i contatti con i calciatori vanno in questa direzione: a inizio settimana sanciremo lo stato d’agitazione e a metà della stessa, se nulla sarà cambiato, proclameremo lo sciopero nelle categorie interessate da questo scempio, la Serie B e la Serie C. Spero che non saranno solo i calciatori a fermarsi ma le avvisaglie che arrivano dalle società di Lega Pro ma anche dalla LND sono rassicuranti in tal senso. La realtà è che si è fatto il favore a 19 presidenti di B a danno di tutto il sistema“. Poi spiega in dettaglio: “Qualche società di B si sta rendendo conto che avere quattro retrocessioni in un campionato a 19 squadre non aiuterà ad abbassare i costi e probabilmente bisognerà spendere di più dei soldi promessi in queste settimane per salvarsi“.

Calcagno spiega che i calciatori di serie B sono pronti ad appoggiare la protesta in blocco: “Sentono come vicini a loro problemi di questo genere: penseranno ai problemi di tutti i loro colleghi non ripescati e perché se passasse una modifica normativa di questo tipo, potremmo ritrovarci molte meno squadre in C da un giorno all’altro; basterebbe un altro colpo di mano per deciderlo e non una condivisione ampia. I calciatori di B, insomma, capiscono che questa situazione potrebbe creare problemi non solo adesso agli altri colleghi ma anche a loro nelle prossime stagioni, si sta aprendo la pista per una Serie B a 16 squadre, come la A ha sempre desiderato. Chi ora pensa di guadagnare 1 milione a breve potrebbe perdere molto di più”.

NON PIU’ REGOLE CERTE. Sulla battaglia con la Figc alla quale si avviano la Ternana e gli altri club coinvolti (Siena, Pro Vercelli e per strade diverse anche Novara e Catania), Calcagno dice: “La Figc sarà chiamata a pagare ingenti danni ai club ed ai calciatori che ne faranno richiesta. Ma non voglio fare comunque un ragionamento giuridico bensì politico. Se ritenessimo lecita una situazione di questo tipo, in futuro non ci sarebbero più norme certe. Mi sono sempre arrabbiato quando in questi anni si ragionava sulle riforme dei campionati intendendole semplicemente come modifiche del format. E adesso è anche peggio, perché in questo caso non c’è stata nemmeno la maggioranza qualificata prevista dallo statuto federale. La situazione aberrante di oggi è quella di aver messo da parte le norme fondanti del nostro sistema per fare favori a qualcuno“.

SUBITO NUOVO PRESIDENTE. Le richieste della Aic sono chiari: serie B a 22 squadre, una programmazione che non leda i diritti dei calciatori e revisione del sistema calcio per dare più fondi e serie B e serie C: “Bisognerà capire quante società potrebbero far calcio per avere una maggiore sostenibilità di sistema. Ma deve essere una riforma condivisa: prima nuove norme su iscrizioni, controlli e sostenibilità, poi i format, non il contrario.  Tutto potrà avere inizio solamente con una nuova presidenza federale, con le elezioni. Le componenti, federali che hanno chiesto dal 18 di maggio nuove elezioni si sono rese conto che negli anni passati ci si è persi in diatribe che erano sciocchezze rispetto al caos creato da questo commissariamento“.

Infine, la questione fidejussioni: “Avevamo chiesto che i soldi derivanti dai ripescaggi venissero girati al fondo di solidarietà, perché potremmo avere problemi nell’escussione delle polizze delle tre società scomparse dalla cadetteria, Bari, Avellino e Cesena, in quanto sottoscritte con la Argo, società che ha fornito fideiussioni, guarda caso, a tutti i club poi esclusi quest’estate dal professionismo, tranne il Matera. Per quanto riguarda i dieci club di C con la Finworld e i due di B, aspettavamo una comunicazione ufficiale della Figc che, evidentemente era in altre faccende affaccendata. Speriamo che a breve arrivi il tanto atteso comunicato che dovrebbe obbligare queste 12 società, come già avvenuto in passato col caso Gable, a sottoscrivere una nuova polizza per avere una nuova garanzia, obbligatoria per partecipare ai campionati“.

La chiusura è sconsolante: “Prima di questo commissariamento avrei detto con certezza che non è possibile che il Bari giochi in serie C dopo quello che è successo, ma oggi tutto è possibile”.

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