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Ripescaggi, sindaco e assessore allo sport scrivono a Coni, Figc e sottosegretario Giorgetti

Il sindaco di Terni Leonardo Latini e l'assessore allo sport Elena Proietti

Dura lettera: “Si tutelino legalità ed etica dello sport, non ci sono i presupposti regolamentari per modificare l’attuale campionato”

Sulla vicenda del blocco dei ripescaggi  si muove anche l’amministrazione comunale di Terni. Il sindaco Leonardo Latini e l’assessore allo sport Elena Proietti hanno scritto una lettera a a Giovanni Malagò presidente del Coni, Roberto Fabbricini, commissario straordinario Figc e Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo sport. Eccone il contenuto:

“In qualità di amministratori della Città di Terni, stiamo con attenzione da tempo seguendo il susseguirsi delle vicende relative alla programmazione del prossimo campionato di Serie B, di cui la locale squadra Ternana Unicusano Calcio è soggetto interessato.
Con estrema preoccupazione, in questi giorni apprendiamo che si sta profilando l’eventualità di un calendario composto da sole 19 società.
Una decisione in tal senso escluderebbe la squadra della nostra città dal campionato cadetto, a nostro avviso ingiustamente.
Non ci risultano sussistenti, infatti, i presupposti regolamentari per modificare l’ordinamento per l’imminente campionato.
Inoltre, posto che era stato annunciato un avvio a 22 squadre, le compagini escluse da una scelta così repentina quanto imprevedibile subirebbero un pesante pregiudizio sotto il profilo economico.
Senza poi considerare il rischio del possibile incardinarsi di numerosi ricorsi, cui conseguirebbero ritardi e disfunzioni.
In un momento come questo riteniamo necessario, se non indispensabile, che ci sia una volontà condivisa di tutelare l’immagine del calcio italiano, con azioni e condotte di assoluta correttezza e trasparenza.
Ciò passa dal rigoroso rispetto delle regole e dalla valorizzazione di quelle realtà ‘virtuose’, come la Ternana Calcio, che non hanno subito penalizzazioni e che si muovono nell’ambito dei criteri di correttezza finanziaria.
Confidiamo, quindi, che sia fatto tutto quanto possibile a tutela della legalità e dell’etica dello sport”.

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